Un Saluto dalla Provvidenza

 

Avevamo appena iniziato un nuovo campo scout, campo di servizio si intende, eppure già dai primi giorni ci era sembrato tutto così facile. La fatica che di solito si percepisce a questo tipo di campi non c’era… eravamo troppo agevolati. Cucina già costruita, fornelli funzionanti, bagni normali, docce già costruite. Eravamo in una casa famiglia più che in un campo scout, mi dispiaceva un po’. Amavo la montagna, la natura e soprattutto quegli imprevisti che ti coglievano impreparato e ti obbligavano a scervellarti per risolverli. Inutile dire che con le condizioni attuali ci era facilissimo proseguire senza troppi intoppi. Ma alla fine l’imprevisto venne, e non fu uno di quegli imprevisti dove la sola forza di volontà umana può agire e risolvere il problema, no… Il nostro capo si prese una qualche malattia che, almeno in quel momento ci era sconosciuta. Puntini rossi sulle gambe, lividi enormi anche solo se poggiava leggermente il braccio da qualche parte… insomma, le sue piastrine erano andate in ferie, o semplicemente avevano litigato con gli anticorpi. Non ci fu troppo panico, molta preoccupazione sì, ma si ebbe solo quando dovettero ricoverarlo in ospedale. Il campo continuò a proseguire, i due più grandi di noi riuscirono a mantenere sangue freddo, calma e organizzazione. In quei giorni restanti non si parlava d’altro, da lì a poco saremmo dovuti partire per Lourde, e fare una Route* di servizio… e come potevamo se il nostro accompagnatore aveva avuto una sorta di “leucemia” ? Fortunatamente non era quella, e nemmeno il peggio che si pensava, semplicemente la causa era sconosciuta e nemmeno assai grave come pensavamo. Passò un’altra settimana dopo il campo, così decisi di andare a trovare il mio capo e nonché guida spirituale in ospedale. Già dal telefono la voce mi sembrava strana, mi aveva detto che era per l’aria condizionata, ma avvertivo una calma, una pace quando parlava. Appena fui lì in ospedale, e finalmente dopo aver trovato la stanza e aver preso le dovute precauzioni, ovvero il farmi indossare camice, mascherina e cuffietta, entro nella stanza dove “alloggiava” il mio caro capo. Mi fece strano vederlo con tutta quella barba, mi spiegò che non poteva radersi, un taglio anche se piccolo gli avrebbe creato un problema. Parlando con lui quella calma e pace che sentii già via telefono era ancora più forte. Questo perché quando si parla da vicino c’è uno scambio di vibrazioni un contatto che non si può avere nemmeno coi tanti mezzi tecnologici di oggi. Parlammo del fatto che avremmo dovuto spostare la route, dei biglietti da rifare, dei soldi persi… Insomma, impossibile che la compagnia aerea ci avrebbe rimborsato 2050 euro di biglietti, e la compagnia degli autobus francese gli altri 500 euro. Provammo a chiamare, ma niente, il rimborso poteva essere effettuato solo dalla persona malata e dal nipote più stretto. Per noi altri ci sarebbe stata la penale di 130 euro per poter cambiare biglietto… e 130 per 10 (eravamo 11 più il nostro capo) erano 1300 euro da pagare. Beh… avevamo ormai rinunciato ad andarci. Senonché un giorno ci contatta il nostro capo, finalmente dimesso dall’ospedale e con le piastrine a 150.000 e in continua salita. Dopo la premessa di aver contattato compagnia aerea e dei trasporti pubblici francesi, aver spiegato la situazione che si era creata e, dopo averli contattati fatto una piccola preghiera, affinché la provvidenza ci assistesse. Inutile dirvi che ci furono rimborsati tutti e 2500 euro spesi, senza nessuna penale.
21555985_10213684184649577_1084100185_o
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...